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Come migliorare la tua performance live: intervista a Gabriele Giorgi

Gabriele Giorgi, voce degli Audiomatica, con centinaia di concerti alle spalle, dal 2014 è selezionatore del TMF e coach di "Presenza scenica" nei nostri Music Camp e, da quest’anno, coordinatore artistico. Lo abbiamo intervistato e ci ha raccontato alcuni fondamentali segreti per dare il meglio in una performance live.

 

Ciao Gabriele. Qual è la tua esperienza in questa realtà dopo tutto questo tempo e cosa ti spinge ogni anno a farne parte? 

In questi 5 anni il Tour Music Fest è cresciuto sotto moltissimi aspetti, ma ha conservata intatta la mission originale, quella di poter dare un contributo sostanziale, in termini di incontro, confronto, formazione, opportunità, a quanti si affacciano e intraprendono un percorso artistico in ambito musicale. Inoltre, ha incrementato la sua capacità di accogliere e comprendere esigenze artistiche e tecniche che cambiano sempre più velocemente. In tale contesto ho cercato di dare il mio contributo con l’entusiasmo che mi lega alla mission e nell’ottica di poter avere un osservatorio, senza dubbio privilegiato, sull’evoluzione di tendenze, esigenze e metodi che mi arricchiscono molto, come performer e come formatore artistico.

Qual è secondo te l'aspetto che rende il Tour Music Fest un Festival utile agli artisti?

L’aspetto che mi affascina è quello della provocazione. Mi spiego: amo l’idea del confronto tra artista e selezionatore, nella misura in cui dal confronto, diretto, onesto, faccia a faccia, l’artista esca con degli spunti su cui riflettere, meditare, lavorare. Una provocazione per la sua sensibilità, certo, ma anche per la sua capacità di mettersi in discussione e di rivoluzionare, laddove ne dovesse nascere l’esigenza. Un modo che può ispirare all’artista nuove strade, soluzioni diverse e contribuire allo sviluppo di una metodologia di lavoro, fondamento di ogni percorso artistico.

Sei un cantante, polistrumentista e performer, con centinaia di concerti in Italia e in Europa. Secondo la tua esperienza, quali pensi siano le caratteristiche necessarie che un artista deve avere per tirare fuori da sé la sua miglior performance?

E’ fondamentale il livello di consapevolezza. Più si è pronti, preparati e convinti in quello che siamo chiamati a fare, più sul palco, in un videoclip, in una audizione o in un provino, si è liberi di concentrarsi sull’espressività, sulla condivisione e sulla comunicazione, elementi che rendono una performance anzitutto credibile. A mio avviso l’artista ha bisogno, non tanto di calarsi nella parte, quanto di assorbire il ruolo: deve essere consapevole di ciò che sta andando a comunicare e deve sapere come far sua la parte, lavorando sui tre piani fondamentali: quello tecnico, interpretativo e rappresentativo a livello scenico. E’ necessario preparare a fondo ogni singolo elemento e verificare sempre l’efficacia della nostra “strategia di comunicazione”, sapere chi siamo a confronto con il riferimento emotivo proprio di ogni singola canzone. Per questo consiglio sempre di farsi molti video, non solo in occasioni dei live, anche nella sala prove, nell’aula didattica, a casa, e di rivedersi: essere lo spettatore di se stessi e farsi un’idea di ciò che diamo a vedere e a sentire all’audience. Questo, nel tempo, aiuta ad accrescere la propria consapevolezza e la sicurezza in ciò che si esprime. Se so cosa sto esprimendo, posso intervenire, creare, modificare, giocare con le immagini.

Quanto è importante l’impatto scenico di un artista che sale su un palco a presentare la propria musica e come lo aiuti concretamente, attraverso il TMF, a tirar fuori questo aspetto?

Direi che è un aspetto centrale. Per come si muove la musica oggi, per come ci stiamo abituando ad usufruirne, direi che mai come oggi l’intrattenimento musicale di fatto è uno spettacolo visivo. Soprattutto le generazioni più giovani sono abituate a cercare un brano che li ha colpiti su Youtube, su Spotify, piuttosto che sul disco. Impattano prima con suono ed immagine. Il personaggio si presenta anzitutto tramite video o performance live, solo in seconda battuta, e neanche sempre, si passa poi ad ascoltare magari l’album. In tale contesto, procedere con un’idea chiara di ciò che si vuole rappresentare, al fine di avere sulla scena capacità comunicativa e serenità nella condivisione delle proprie emozioni, diventa funzionale anche nel crearsi occasioni di visibilità. Sempre più live club, infatti, richiedono un link video di una performance, più che il classico “demo” o disco. In tale contesto è importante che chiunque si affacci al percorso musicale, tenga bene a mente che l’aspetto scenico rappresenta la “summa” delle nostre capacità agli occhi degli altri e, nel contempo, la prima caratteristica che sarà in qualche modo notata, nel bene o nel male. Quando siamo davanti ad un pubblico palesiamo il nostro modo di cantare, di sentire o non sentire l’emozione, la modalità che scegliamo per esporci sotto ogni punto di vista. Quando mi occupo di formazione in questo senso, parto sempre dal dire che non sono lì ad insegnare mosse, o scenette per essere espressivi sul palco, ma più chiaramente cerco di definire se esiste un legame tra l’artista ed il suo linguaggio musicale, il suo repertorio. Quello che mi propongo è di far vivere davvero l’emozione, anzitutto, attraverso un’attenta analisi testuale dei brani, per poi creare un filo diretto con le esperienze di vita dell’artista che ha scritto o scelto di interpretare quelle parole, quelle note, quelle suggestioni. Questo per permettere alla spontaneità di restituire un linguaggio del corpo sincero, coinvolto nella parte ed efficace nell’esposizione scenica. L’artista deve alimentare anzitutto la sua auto-consapevolezza, cerco di dare il mio contributo in tal senso.

Tre consigli fondamentali che dai ad un artista che si affaccia al TMF per mettersi in gioco nella musica?

Prima di tutto consiglio di essere curiosi! Curiosi sulle proprie potenzialità ed i propri interessi in ambito musicale, curiosi di quanto si possa crescere e imparare in senso artistico e cosa si può ancora incrementare nella propria proposta musicale. Il secondo consiglio riguarda la messa in discussione. Un artista è un’anima in evoluzione, un’emotività che non vuole fermarsi, deve essere pronto, quindi, a cogliere le sfide che il percorso artistico gli riserverà. Saranno necessarie la voglia di farsi “provocare” per crescere, la consapevolezza di dover arricchire il proprio bagaglio, unita al rispetto per la propria tendenza artistica e le proprie ispirazioni per riuscire ad evolvere senza snaturarsi. E la capacità di comprendere quanto questi aspetti siano centrali per chiunque aspiri a diventare un artista completo e unico nella propria forma d’arte. Il terzo consiglio è quello della perseveranza. La Musica richiede costanza e coraggio, tanto nei momenti migliori, quanto in quelli in cui le cose non procedono “secondo i piani”. Che non si perda mai occasione di dedicarsi, di provare, di scrivere, di produrre, in altri termini, di impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi. Il lavoro costante e caratterizzato da una precisa metodologia di lavoro, sviluppa capacità e competenze che possono davvero fare la differenza.

Quanto pensi sia importante, per un artista emergente, un’esperienza formativa come quella del TMF?

E’ un’occasione importante per incontrare e confrontarsi, non solo con dei professionisti del settore, ma anche con migliaia di artisti emergenti, che in questo ambiente possono condividere esperienze, certezze, dubbi, paure, vittorie, sconfitte. E possono farlo con l’ausilio di noi selezionatori e coach che siamo a disposizione per contribuire a far trovare e delineare un’identità artistica, senza imporre schemi generalizzabili, ma andando a lavorare sulla persona, sulla sua complessità, sulla personalità artistica, per far rendere al meglio quella unicità insita in ogni singolo artista. Non favoriamo l’aspetto della gara, ma quello della formazione e dell’evoluzione di quanti incontriamo ogni anno, in linea con quanto riguarda la nostra Mission!


Grazie a Gabriele Giorgi per i suoi fondamentali consigli, preziosi per ogni artista che si approccia al mondo della musica. 


 
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