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In attesa dei semifinalisti: Intervista al direttore TMF Gianluca Musso

Giovedì scorso si è conclusa la seconda Fase dell’edizione italiana del Tour Music Fest 2018, un viaggio incredibile che ha portato la carovana del TMF in 8 città ad ascoltare la migliore musica emergente italiana. Domani la pubblicazione dei semifinalisti TMF 2018.

Per parlare della seconda fase del TMF Italia abbiamo incontrato Gianluca Musso, Direttore Generale del Tour Music Fest, Deus ex machina della manifestazione, nata nel 2007 e che quest’anno compie 11 anni. Sappiamo che hai seguito diverse tappe del Tour di seconda fase...quali sono le tue considerazioni al termine della Seconda Fase del Tour Music Fest 2018?

“La Seconda fase è stato un viaggio meraviglioso che ci ha regalato tantissime emozioni e ci ha fatto conoscere tantissimi artisti. Come ogni anno, anche questa edizione non ha deluso, abbiamo ascoltato cose davvero interessanti. Il tour di seconda fase è un momento molto impegnativo per tutto lo staff ma è anche quello più bello, si respira musica in ogni città, ogni persona che incontri ha una storia da raccontare e qualcosa da condividere con te, e questo è davvero fantastico.”

Negli ultimi 11 anni hai ascoltato, con le tue orecchie, più di 40.000 artisti e band emergenti. Dopo così tante canzoni, voci, groove e assoli, cosa provi quando oggi assisti all’esibizione di un artista o di una band?

Quando sono in sala cerco di essere sempre concentrato per riuscire ad assorbire ogni elemento comunicativo dell’artista che ho di fronte. Sono sempre molto curioso di ascoltare il prossimo artista e di poter avere un assaggio del suo mondo musicale cercando di comprendere in quei pochi minuti la sua essenza artistica e contemporaneamente riuscire a trovare gli elementi che potrebbero dare una marcia in più a quella determinata performance. Il compito del TMF è proprio questo, dare ad ogni singolo partecipante gli elementi e gli input per poter migliorare artisticamente e diventare un professionista del settore e durante la seconda fase il nostro direttore artistico Giampaolo Rosselli e tutto il team dei selezionatori si impegnano moltissimo in questo compito.

Domani pubblicherete i nomi dei semifinalisti e finalisti del TMF 2018. Quali sono i fattori più importanti che permettono ad un artista o una band di arrivare in semifinale?

Quello della scelta dei semifinalisti è per noi il momento più drammattico dell’anno perché dobbiamo fare scelte importanti e avere la responsabilità di portare avanti i nostri valori e la nostra mission. Ogni anno siamo costretti a tenere fuori artisti che meriterebbero un posto in semifinale ma che, visto il livello molto alto del contesto, dobbiamo tenere fuori sperando vivamente che si ripresentino, ancora più cresciuti, l’anno successivo. E’ successo così per molti artisti che alla prima partecipazione al TMF non riuscissero ad arrivare alle semifinali per poi centrarle l’anno successivo. Poi c’è da specificare che è fondamentale riuscire a rendere al massimo durante l’audizione perché è quello l’unico momento valutabile dalla commissione che ovviamente non può prendere in considerazione le esperienze e il cv dell’artista che ha di fronte. Spesso l’emozione, lo stress e le idiosincrasie possono “ammazzare” le performance e spesso vedo artisti molto emozionati, con il cuore in gola, che, per paura, non riescono ad esprimere pienamente chi sono. Ma anche questo fa parte del gioco e dell’esperienza. Ovviamente non c’è una regola specifica che consente agli artisti di raggiungere il loro obiettivo ma sicuramente una serie di fattori e azioni che possono aumentare le possibilità di “promozione”, quelle sì, ci sono!

Ad esempio?

Innanzitutto la determinazione e la voglia di provarci sul serio provando e riprovando mille volte la performance, curando ogni singolo dettaglio permettendo alla “memoria artistica” di rendere automatiche moltissime azioni e di poter focalizzare le energie sulla parte comunicativa e interpretativa del brano, due elementi fondamentali per prendere l’attenzione del pubblico e in quel caso dei selezionatori. Studiare i brani cercando di dare una propria visione sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista interpretativo. Una performance musicale è come una storia e questa và raccontata al meglio per farla comprendere al pubblico. Al Tour Music Fest crediamo che la Formazione, l’Esperienza e il confronto artistico siano i tre fattori che portano l’artista ad emergere e quindi a maturare. Poi certo c’è chi è fortunato e ha il talento innato, ma possedere il talento non significa che basti da solo per raggiungere obiettivi artistici importanti. Nella mia carriera ho conosciuto diversi artisti di talento finire nel baratro e artisti non talentuosi riuscire a raggiungere obiettivi importanti con la forza di volontà e lo spirito di sacrificio. Entrando in contatto con il TMF il vero conocorso alla quale ogni artista ha partecipato è quello con i propri limiti e l'obiettivo è semplice:superarli. La musica è così, non rifiuta nessuno, ma segue e premia chi è disposto a sacrificarsi per lei.” 

A proposito di formazione e di esperienze, questa edizione è stata davvero ricca di novità, dalla partnership con l’Hard Rock Cafè, che ha permesso a diversi artisti di esibirsi nel locale più in voga a livello mondiale, all’edizione Europea con le tappe in Inghilterra, Malta e Spagna. Ci racconteresti cosa ha spinto il TMF a siglare partnership di questo livello e andare oltre confine?

Hai ragione, questa edizione è stata davvero piena di novità. Cominciando dall’Hard Rock Cafè, noi del team siamo davvero contenti di poter offrire agli artisti del TMF delle esperienze musicali importanti come suonare in Via Veneto, nel cuore di Roma, nel locale più rinomato a livello mondiale. Il TMF Europe, che ha visto questo progetto tutto italiano oltrepassare il confine nazionale, è stato davvero emozionante. Abbiamo ascoltato e selezionato gli artisti Europei nelle città di Madrid, Londra e La Valletta ed è stato stupendo riconoscere le differenze musicali radicate nella cultura di ogni singolo paese ma è stato ancora più sorprendente l’uguaglianza emotiva che caratterizza gli artisti, abbiamo visto lacrime, sorrisi, abbracci e sostegno da parte di tutti gli artisti, senza differenze, e questa ci conferma ancora di più che la musica trasferisce le emozioni in maniera universale, senza differenze ma con lo stesso amore.

A Giugno avete annunciato una nuova partnership con Berklee - College of Music di Boston, la più rinomata università leader della formazione musicale nel mondo. Che cosa significa per il TMF essere partner di un’istituzione importante come la Berklee?

Berklee è il leader mondiale della formazione musicale e ad oggi è l’istituto musicale con il maggior numero di Grammy ricevuti dai propri studenti. Musicisti del calibro di Quincy Jones, Steve Vai, Jhon Petrucci e così via, praticamente i migliori musicisti e cantanti a livello mondiale si sono laureati alla Berklee. Questo per noi significa collaborare a stretto contatto con un’eccellenza e questo ci onora e ci spinge a continuare a lavorare per rendere il TMF sempre più utile e formativo per i nostri artisti partecipanti. Essere tra i Berklee Global Partners è per noi un motivo di orgoglio e conferma la mission del Tour Music Fest che si propone di offrire agli artisti partecipanti una esperienza professionale e formativa di altissimo livello. La partnership con Berklee - College of Music è la ciliegina sulla torta di questa meravigliosa edizione. Volevamo trovare un’istituzione universitaria che potesse condividere i nostri valori e la nostra mission e Berklee per noi rappresentava esattamente quello che cercavamo. E’ bastato spiegare a Berklee il ruolo che il TMF si è ritagliato nella musica emergente italiana ed europea, la mission e i valori che ci spingono a portare avanti questo progetto e il resto è venuto da solo. Abbiamo avuto il piacere di organizzare un Music Camp in collaborazione con Berklee e conoscere persone fantastiche come Janie Barnet, docente Berklee, che ha tenuto le Masterclass ai Music Camp e presto conosceremo altri coach che ci verranno a trovare alle semifinali dove terranno alcune Masterclass (vi racconteremo nei prossimi giorni questa importante notizia ndr) e poi in finale per consegnare le due borse di studio per un corso alla sede di Boston. Il nostro compito è quello di offrire esperienze formative che possano fare la differenza per un artista emergente e Berklee questa differenza la fà.

Quali altre sorprese dobbiamo aspettarci dal futuro del TMF?

“Siamo in continua evoluzione. I tempi cambiano, la musica gli sta al passo e chi la pratica ha sempre bisogno di fare nuove esperienze, di approcciarsi a metodi di istruzione innovativi e di condividere le proprie idee e la propria musica con le persone che inseguono lo stesso sogno. Stiamo lavorando a tante novità e al contempo stiamo migliorando quello che che già facciamo per offrire ai nostri artisti esperienze innovative.”

Ringraziamo Gianluca e vi diamo appuntamento a domani con la pubblicazione dei nomi dei semifinalisti! In bocca al lupo a tutti!

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